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Le bellezze paesaggistiche
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Tre Cime di Lavaredo
Le Tre Cime di Lavaredo, Drei Zinnen in tedesco e Tré Thìme in
ladino, sono tre delle cime più famose delle Alpi, e sicuramente le più famose delle
Dolomiti (precisamente le Dolomiti di Sesto), una delle meraviglie naturali più
conosciute nel mondo dell'alpinismo. Le Tre Cime si possono raggiungere dal
Lago di Misurina, da Auronzo di Cadore e dalla Val di Sesto e offrono ai visitatori
una notevole vista panoramica delle cime circostanti e del Parco naturale Dolomiti
di Sesto. Le Tre cime assomigliano vagamente a tre dita, che puntano verso il cielo
compatte, armonicamente allineate, apprezzate dagli estimatori per forme e colori.
La famosa parete settentrionale è situata completamente sul territorio di competenza
del comune di Dobbiaco, anche se le Tre Cime di Lavaredo sono state da tempo immemorabile
nel Comune di Auronzo di Cadore in provincia di Belluno, dal 1752 il confine corre
giusto sopra le cime, e 3/4 del massiccio sono rimaste nel Comune di Auronzo. Fra
il 1915 ed il 1917 le vette delle Lavaredo costituirono il fronte di guerra. Di
questo periodo rimangono ancora evidenti resti (trincee, gallerie, baraccamenti)
sul massiccio e sul vicino Monte Paterno. L'unico modo per raggiungere comodamente
le Tre Cime in macchina, è attraverso la strada panoramica a pedaggio che sale da
Misurina; Come escursione a piedi, invece esistono principalmente due alternative:
un modo è risalire la valle della Rienza, dal Lago di Landro (ted. Dürrensee);
oppure dalla val Fiscalina oppure da Auronzo di Cadore risalendo prima per la Val
Marzon e poi per la vecchia strada militare lungo il Vallon di Lavaredo.
Tre cime, tre fiumi
L'esteso altipiano ai piedi delle Tre Cime rappresenta un importante
spartiacque idrografico. Verso nord-nordest i piccoli torrenti ed i rigagnoli scorrono
attraverso le valli Sassovecchio e Campo di Dentro, sfociando nel Rio Sesto e poi
attraverso la Drava e successivamente il Danubio, nel Mar Nero. La Rienza, che sgorga
ai piedi delle Tre Cime, sul versante settentrionale, scorre verso ovest attraverso
le valli Rienza e Pusteria e poi confluendo nell'Isarco e nell'Adige, sfocia
nel Mare Adriatico. Dall'altopiano verso sud invece le acque scorrono prima
attraverso la valle Marzon, e raggiungono poi il mare Adriatico presso Jesolo dopo
essere confluite nei fiumi Ansiei e Piave.
Antelao
Il monte Antelao, detto anche il Re delle Dolomiti, è la seconda
cima delle Dolomiti, con i suoi 3.264 metri. È la prima per il rapporto tra altezza
e sviluppo orizzontale dello zoccolo che non supera i quattro chilometri di diametro.
Esso costituisce uno dei principali gruppi delle Dolomiti bellunesi. L'Antelao
è la cima più alta del Cadore, un poderoso insieme piramidale, articolato in gole
e camini verticali in tutti i versanti, con la presenza del secondo ghiacciaio per
estensione delle Dolomiti. I due ghiacciai si trovano quasi interamente nel comune
di Calalzo, che viene rifornito dalle loro acque. Pur nella sua sostanziale unitarietà,
la caratteristica e unica montagna, visibile da grande distanza, assume fisionomie
diverse nei diversi versanti.
Marmarole
Le Marmarole sono un gruppo dolomitico situato nel centro Cadore,
in provincia di Belluno. Il gruppo viene poi suddiviso in tre sottogruppi: Belpra,
Centrale, e Ciastelin. Le Marmarole sono delimitate a nord e a est dalla valle d'Ansiei,
da Palus San Marco passando per Auronzo di Cadore ai Treponti, a sud dalla valle
del Piave dai Treponti a Calalzo, e dalla val d'Oten da Calalzo a Forcella Piccola
fino alla Forcella Grande, e infine a ovest dalla val di San Vito da Forcella Grande
a Palus San Marco. Sono montagne belle e poco frequentate: sono state dipinte in
vari quadri del grande pittore Tiziano Vecellio nato a Pieve di Cadore da dove si
può ammirare la parte centrale del Gruppo montuoso (un bellissimo panorama si ammira
dal Parco Roccolo presso il belvedere). Anche salendo da Belluno presso il Ponte
Cadore si possono notare queste bellissime e selvagge montagne.
Pelmo
Il Pelmo è una montagna delle Dolomiti che raggiunge i 3.169 m
s.l.m.. Si trova all'altezza del passo Staulanza, separando la Val di Zoldo
dalla valle del Boite. La montagna è molto peculiare, perché si articola in due
cime principali che sono il Pelmo vero e proprio, a nord, e il Pelmetto (2.990 m)
a sud. Altra caratteristica della montagna si può riscontrare dal versante est dove,
essendo in vista l'ampio circolo glaciale, appare simile ad un sedile, motivo
per cui viene localmente soprannominato "El Caregon de'l Padreterno"
(il Trono del Padreterno). Alla sua base sorgono tre rifugi alpini: il Rifugio Venezia-Alba
Maria De Luca (m 1.947, a est), il Rifugio Città di Fiume (m 1.918, a nord-ovest)
e il Rifugio Passo Staulanza (m 1.766, a ovest). Il monte Pelmo è noto anche dal
punto di vista paleontologico: ai suoi piedi (a quota 2.050 m, non lontano dal rifugio
Staulanza) è stato rinvenuto un masso con impronte di dinosauri.
(fonte wikipedia)
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